La necessità di riformare la scuola elementare ebbe inizio negli anni sessanta. Il corpo docente chiedeva una nuova scuola capace di dare più autonomia e più formazione democratica agli studenti ma anche di avere nuovi strumenti e materiali più moderni. Sul piano istituzionale questa esigenza viene sentita meno, tuttavia vengono fatti interventi tampone in cui si cerca di dare un volto nuovo alla scuola che cambia ma che di fatto si rivelerà essere un processo più lento anche a causa delle scarse risorse che vengono investite. Vengono introdotti programmi didattici nuovi per la scuola media (1979) che completava la legge 517 del 1977 e arriveranno soltanto nel 1985 i Nuovi Programmi della scuola elementare che entreranno in vigore nell’a.s. 87/88. Come si vede la scuola si rinnova molto lentamente e a tutt’oggi il processo di rinnovamento non si è ancora concluso. Sul piano del lavoro delle figure professionali coinvolte nel processo di cambiamento è stato fatto molto. Tuttavia permangono problematiche legate all’individualismo del docente e alla sua autoreferenzialità, n ci sono delle possibilità di uscire da questa solitudine professionalità, ovvero la collegialità, la progettualità e la cultura organizzativa.
Viene preso in esame il progetto L.I.Nu.S. (Laboratorio insegnanti per la nuova scuola elementare) che negli anni ottanta sperimenta un nuovo modo di intendere la scuola. Viene fatta una ricerca dettagliata per casi arrivando alla stesura di un questionario di monitoraggio del sistema, vengono individuate tre aree e poste delle domande, citate per esteso nel testo. Gli autori si soffermano sui luoghi della collegialità presentandoli dettagliatamente. E’ un modello aperto che ci consente di conoscere le programmazioni dei circoli. Per quanto concernono le risorse è utile capire dove reperirle e quelle esistenti utilizzarle al meglio, ovviamente non si tratta di risorse solo finanziarie, ma anche umane e materiali. Infine il modello ci presenta la struttura del circolo in quattro aree analizzandole specificatamente, esse sono: l’area della programmazione, l’area della gestione, l’area supporti didattica e l’area amministrativo-contabile. Nell’ultima parte del libro ci viene descritto come vengono impiegate le due ore di programmazione effettivamente.