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Distrofia muscolare e apprendimento 3

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Autore : Elia Tropeano
Un ipotetico intervento
A livello didattico: si potrebbero far memorizzare all’alunno dati ed informazioni mediante l’invio diretto in memoria, senza farli passare prima per l’elaborazione, cioè per l’emisfero sinistro. Un legittimo intervento perché il suo sistema rappresentazionale principale delle informazioni è visivo. Per capirlo basta osservare la sua postura di tipo visivo e gli indizi visivi di accesso. In caso di difficoltà si potrebbero far passare i dati prima per l’elaborazione Vc e poi inviarli in memoria Vr. Si tenga in ogni caso presente che la memoria di tipo V, quella visiva, è enormemente superiore a quelle di tipo C ed A, rispettivamente cenestesica ed auditiva. Le ultime due memorie servono più che altro ad identificare e creare programmi comportamentali.
Per le operazioni più complesse sarà necessario progettare delle strategie d’apprendimento ed istallargliele.
La progettazione potrà essere semplificata con l’uso delle neuro-strategie, di mia elaborazione, con lo scopo di far evolvere in modo naturale le strategie preesistenti, come dei correttori digitali-analogici naturali.
Comunque, sarà indispensabile inserire nelle strategie di apprendimento, motivazione, decisione, ecc. gli stadi Ad e C indirizzandoli nelle giuste posizioni circa gli indizi di scansione oculare, della postura e etc.
Probabilmente bisognerà prima considerare l’aprendimento degli schemi sinestetici. In seguito si potrebbe prendere in considerazione l’inserimento di modificatori di tipo m e soprattutto di tipo p tra i vari stadi delle strategie.
Si potrebbero, comunque, usare gli stadi alterati, cioè le diverse modalità di programmazione del suo cervello, per limitare le interferenze e procedere mediante istruzioni di processo e ricerche transderivazionali per recuperare le risorse immagazzinate nell’emisfero destro e renderglieli disponibili nei contesti quotidiani più appropriati.
Si potrebbe anche considerare la distrofia muscolare come una patologia cronica ad agente causante interna e perciò si potrebbe rimuovere dalla sua memoria l’esperienza che ha provocato e continua a produrre effetti patologici devastanti, mettendo in ginocchi il suo sistema rappresentazionale cenestesico ed in crisi gli altri sistemi.

Pubblicato il: febbraio 24, 2008
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