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Hello Spank

di : mauro_meo    


Hello Spank è una delle più belle serie di cartoni animati trasmesse da noi. Erano gli anni Ottanta, la prima volta che andò
in onda da noi era il 1982 e la rete era Italia1. Una serie solo apparentemente destinata ai bambini ma che nasconde, come spesso accade per le anime giapponesi tratte dai manga, certo molto di più. Storie, come in questo caso, molto articolate e ben costruite, tantissimi sentimenti, a cominciare dalla nostalgia e dalla malinconia, uno splendido finale. E poi Spank, davvero splendido, davvero fantastico. La storia è di certo tragica. Aika è una ragazzina di quattordici anni, senza papà. Lei pensa che il suo papà sia partito per mare ormai da molti anni, senza neppure immaginare la verità. La mamma di Aika, una stilista di moda, deve partire per l’Europa, per Parigi. E allora affida sua figlia a uno zio. Solo che appena arrivata nel paesino dello zio per colpa di una macchina muore la sua cagnetta Papy, a cui era naturalmente molto affezionata. E così l’anziano saggio del paese per compensare subito la perdita le regala un strano cucciolo bianco con le orecchie nere, Spank. La ragazzina ovviamente all’inizio lo rifiuterà, ancora legata a Papy e traumatizzata dalla sua perdita. Ma l’allegria e la spensieratezza di Spank naturalmente la conquisteranno in breve tempo. Strano cane Spank. Quasi un essere umano. Anzi un essere umano, anche se piccolo, con le sembianze e le apparenze di una cane. Un cane che cammina a due zampe, che mangia a tavola utilizzando le posate, che parla al telefono. Che parla. Che prova sentimenti. I perdibili certe su espressioni, anche se tipiche della serie italiana. Il bimba o Iaia che usa per chiamare Aika. O i siparietti con l’amico Torakichi, anche lui molto umanizzato, gatto che cammina su due zampe con una stramba cravatta rossa al collo. Ne risulta alla fine un personaggio molto comico ma anche cos’ tenere e dolce a cui è impossibile non volere bene. che si innamora anche di Micia. Che si mette sempre nei guai. Ma a cui si perdona davvero tutto, anche perché pure lui, come Aika, praticamente senza famiglia. Un personaggio divertente e malinconico. Per una serie televisiva estremamente leggere ma anche tenera e delicata. Imperdibile il finale con il ritorno della mamma di Aika in Giappone e il racconto alla figlia della verità sul padre, in realtà morto in mare. Con la disperazione della ragazza che però alla fine capisce e accetta e parte con la madre e con lo strambo Spank verso Tokio. Semplicemente bello.
Pubblicato il: febbraio 08, 2009
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Commenti

Showing 1 out of 1   Aggiungi un commento
  1. 0 Recensione martedì 10 febbraio 2009
    1

    nepelene

    Grazie!

    grazie a te mi sono ricordata, con tanto piacere, della mia infanzia...

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