Trovo assurdo che ne parli chi non la
conosce. Ho sentito caproni in camice bianco che non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa si tratti in realtà parlarne come se la conoscessero a menadito, discettarne come la più nota e trita delle malattie, questi sono gli stessi naturalmente che sanno anche come curarla e come venirne perfettamente fuori. Della
depressione ne può parlare solo chi la conosce bene, chi ha avuto le vene, il respiro, la mente spazzati da questo vento impetuoso, straziante, che non conosce regole, che si può presentare tutte le volte in maniera diversa, che
chiede con prepotenza, anzi che non chiede ma impone con forza come la più terribile delle tempeste. Un unico, grande, gigantesco perchè. Un perchè che non conosce e non accetta risposte. Perchè la
risposta in realtà non c'è. Sarebbe come pretendere di dare una risposta alla domanda : cos'è la vita, perchè siamo qui, perchè il dolore, perchè la solitudine, perchè il cuore stretto in una morsa gelida senza amore. L'essere umano nasce con pretese che nella vita sono irraggiungibili. Vuole amore, calore, luce, gioia, unità. Trova angoscia, freddo, solitudine, insofferenza. Nasce con bisogni agli antipodi di quello che trova. Ecco cos'è la depressione. Ecco perchè pretendere che ne esista la cura è una contraddizione in termini. La depressione è una richiesta che non può
trovare soddisfazione. La depressione è un'unica grande richiesta d'amore totale che in questa valle di lacrime non può trovare risposta. Ma proprio per questo è la più naturale delle risposte ad un mondo alieno, estraneo, nel quale curiosamente nasciamo e che con noi ha ben poco a che vedere. Come se avessimo sbagliato strada o come se avessimo smarrito la strada di casa. L'essere umano, il suo cuore, la sua anima, la sua mente, sono fatti per l'amore. Niente che abbia a che vedere con il sesso. L'amore che è struggente passione adorante, l'Amore che divora. Una sete struggente, che non conosce acqua che la possa calmare, che cerca la Fonte per potersi abbeverare. Si può imparare dalla depressione, questo si. Si può imparare a sentire cosa vuole, cosa chiede, si può cambiare grazie alla depressione. Si possono volgere al Cielo le palme delle mani vuote, e attraversare l'arido deserto imparando a poco a poco a non lasciarsi andare, a lasciarsi attraversare dal dolore accettandolo. E' l'unica delle strade praticabili. Chi si ribella non ha altri percorsi che non siano le ridicole soluzioni proposte dalla scienza, o le improbabili ricette di santoni e fattucchiere.