Tokio Hotel, dalla Germania con furoreNon hanno ancora la patente eppure guidano le classifiche di mezza
Europa i Tokio Hotel, quattro ragazzini tedeschi classe ’88-‘89 con una
passione per la musica e per i privilegi che l’essere artista assicura.
Bastava vederli oggi pomeriggio, ospiti al programma TRL di Mtv,
trasmesso da Roma, dove sono arrivati in limousine, con i vetri
oscurati, mentre migliaia di fan erano schiacciati contro le transenne
ad aspettarli dalle nove della mattina, e altri devoti, agghindati di
polsini e cinte borchiate, avevano costituito vere e proprie "street
team" per tappezzare di adesivi macchine, panchine e monumenti.Non
si assisteva da tempo a un fenomeno di queste dimensioni: Piazza San
Giovanni è stata paralizzata, la fermata della metro è andata in tilt,
i taxi sono andati a ruba, carichi di ragazzine accorse da tutta Italia
che facevano la colletta per trasferirsi di corsa alla Fnac, dove i
Tokio Hotel promettevano di firmare autografi. Di buono c’è che se
qualcuna ha marinato la scuola o mentito ai genitori, si sta
sicuramente applicando a studiare il tedesco per scrivere cartelli
d’amore e poter comunicare con i propri idoli.La band suona insieme dal 2001 e ha già tre dischi alle spalle: Schrei e Zimmer 483, interamente registrati in lingua tedesca perché destinati al pubblico di Germania, Austria, Polonia e Repubblica Ceca, e Scream, esclusivamente in lingua inglese, balzato nella top ten in Italia, Francia e Spagna grazie al tormentone Monsoon e pronto a conquistare Stati Uniti e Gran Bretagna. Scream
contiene le migliori ballate pop-rock dei primi due album, ha una veste
grafica aggiornata e nuove registrazioni di sette brani modificati in
tre chiavi più basse per il cantante Bill Kaulitz, che quando li incise
la prima volta aveva solo tredici anni. E’ lui a trainare la band, un
piccolo incrocio fra il frontman dei Placebo e un super sayan da manga
giapponese, con una imponente criniera bianca e nera, occhi truccati e
smalto alle dita, filiforme, femmineo al punto che si stenta a credere
al suo sesso e un carisma piuttosto raro, non solo per la sua età.
L’attenzione è puntata anche sul gemello Tom, chitarrista del gruppo,
che completa i gusti delle teen ager con un fare da duro, una cascata
di dreadlock e larghi abiti hip hop.Vendendo tre milioni di
dischi solo in casa, sono diventati in un lampo le più grandi star che
la Germania abbia conosciuto negli ultimi vent’anni, la più giovane
band ad aver scalato le classifiche nazionali e i primi artisti
tedeschi ad aver raggiunto un successo da delirio in Francia. Domani
saranno a Verona per la finale del Festivalbar (sul sito della
manifestazione il sondaggio dei lettori li ha già eletti vincitori) e
il 30 ottobre si esibiranno in concerto a Milano, dove hanno dovuto
anticipare l’arrivo, in origine previsto per febbraio, e spostare lo
show dall’Alcatraz al DatchForum di Assago per le eccessive richieste
di biglietti pervenute.