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Fuori da un evidente destino

di : soloparolesparse    

Autore : Giorgio Faletti
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Sommari e brevi recensioni

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Giorgio Faletti è diventato uno scrittore a tutto tondo. Questo mi sembra il punto fondamentale. Se Io uccido era un thriller sorprendente per la carica esplosiva, per la suspance, per l' intreccio, se Niente di nuovo tranne gli occhi sfiorva il macabro per la descrizione di alcune scene ricche di particolari, mi posso sbilanciare nel dire che questo Fuori da un evidente destino è un romanzo completo, pieno, senza via di scampo. Il nuovo libro sembra veramente completare le mancanze dei primi due. Faletti non ha più bisogno di cercare il colpo a sorpresa, non ha bisogno di inventare intrecci eccessivamente misteriosi, non habisogno di sconvolgere, di colpire, di bastonare, non ha bisogno di nulla. Perchè questa volta da vita ad un romanzo di una linearità, di una prosa, di un ritmo (lento, sereno) quasi perfette. La vicenda è ambientata in una riserva indiana e non sfugge al lettore la ricerca attenta, interessata che l'autore deve aver fatto per parlare con cognizione dello sfondo della sua storia. Il racconto si snoda in due, fa un salto (improvviso, mortale, con doppio avvitamento) nelle vicende Navajos di un secolo precedente per poi tornare a riprendere il filo del discorso senza perdere ritmo e filo del discorso. E poi ancora... la serenità con cui si snoda la vicenda: rilassante, pacata, dolce, pur essendo un thriller in piena regola. Può un thriller srotolarsi senza sostenere un ritmo elevato? Evidentemente si. Non dico nulla sulla vicenda, sui cadaveri, sull'assassino. Credetemi: non ce n'è assoluamente bisogno.
Pubblicato il: gennaio 07, 2007
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