La pianista

di : francobrain    

Autore : Elfriede Jelinek
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Sommari e brevi recensioni

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Di giorno vive con la vecchia madre, con la quale ha un rapporto di odio-amore che supera i limiti del sadomasochismo psicologico; di notte "sfonda" la facciata borghese in cui il suo Dasein è imprigionato (o è stato imprigionato) per andare a immergersi nelle atmosfere torbide dei peep shows e di altri squallidi ritrovi.
E' uno dei personaggi meglio riusciti della Jelinek questa Erika Kahut, insegnante di musica (ma persino la sua professione è stata scelta dalla madre!) che riuscirà a rompere - almeno apparentemente - il senso di deboscia e di inutilità della sua vita grazie all'incontro con Walter, uno dei suoi allievi più promettenti.
Insieme a Lussuria , è questo il romanzo di Elfriede Jelinek più conosciuto in assoluto. La pianista contiene in nuce tutti i temi più cari all'autrice: i soprusi del potere, il rapporto schiavo-padrone, lo sfruttamento sessuale della donna.
Nata nel 1946 a Mürzzuschlag (Stiria), la Jelinek fa da anni la spola tra Vienna e Monaco di Baviera. E' tra le più eminenti esponenti della letteratura tedesca contemporanea. I suoi libri - romanzi, testi teatrali e cinematografici, raccolte di articoli giornalistici, radiodrammi - erano già stati tradotti in decine di lingue prima ancora che l'autrice si vedesse assegnato il Premio Nobel per la Letteratura.
Accomunata a Thomas Bernhard per la sua critica rabbiosa alla società austriaca e alle sue ingiustizie, ha una volta affermato in un'intervista televisiva: "Non amo questa terra. Amo alcuni suoi scorci paesaggistici, luoghi e persone che ho qui incontrato, ma non l'Austria come Stato. Gli sviluppi politici dal '45 in poi in questo Paese sono stati terribili".
Il Nobel 2004 le è stato assegnato con questa motivazione: "per il flusso musicale di voci e controvoci nelle novelle e nelle sue commedie che, con straordinario zelo linguistico, rivelano l'assurdità dei cliché della società, con il loro tirannico potere".
Fin dagli esordi, si è impegnata instancabilmente per la difesa dei diritti delle classi deboli, ha denunciato fin da subito il fenomeno del neonazismo ed è stata tra le più accanite oppositrici del kaiserlicchio Jörg Haider. E' una scrittrice "scomoda", un personaggio controverso che divide in due l'Austria, un'artista del linguaggio che si è attirata addosso l'odio di molte personalità che si sono sentite "ferite" dai suoi strali politici, dalla sua aggressività, dalle sue invettive.
La sua è una letteratura "del contrasto, della polemica, del sarcasmo", come afferma lei stessa. Soprattutto negli ultimi anni, dopo essere stata fatta oggetto di attacchi personali da parte della politica più reazionaria, Frau Jelinek evita come e quando le è possibile di esibirsi, di mostrarsi in pubblico ("non voglio apparire quella che non sono"). Pur accettando il Premio Nobel, non è andata a Stoccolma a ritirarlo.
"Ricevo questo premio anche in nome delle donne di e per le quali io scrivo", ha dichiarato la cinquantasettenne scrittrice dopo aver appreso la notizia. "Ovvio che sono contenta per questo riconoscimento, è inutile negarlo. Ma in me i dubbi sopravanzano la gioia. Non è nel mio carattere lasciarsi trascinare in piazza ed essere esposta alle luci dei riflettori."
La Pianista , che in fondo ha una trama alquanto semplice, poteva facilmente trasformarsi in una storia a sfondo rosa con tanto di happy end . Ma la Jelinek, coerente a se stessa, si è rifiutata di concedere alla protagonista il riscatto tanto sperato: insieme alla madre-tiranno (altra figura indimenticabile, "inquisitore e plotone d'esecuzione nella stessa persona") il giovane Walter diventerà il secondo carnefice di Erika.
Pubblicato il: ottobre 10, 2005
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