Ho comprato questo romanzo
Kuraj per caso, attirata dal fascino della
steppa...ed è stata una bellissima sorpresa:poetico... triste...commovente... interessante... la storia del
popolo dei Tunciàn....
Silvia Di Natale si rivela una grande scrittrice con uno stile garbato e piacevole.
Il libro si divide in tre parti:
*La prima narra delle leggende della steppa.. è fantastica!
*La seconda descrive la nascita dell''amicizia tra Berger e Ulan sullo sfondo della guerra durante l''assedio di Stalingrado... è avvincente ed emozionante!
*La terza le vicende sentimentali di Naja adulta...è interessante!
Trama:
Naja, appartenente al popolo dei Tuncian, nomadi che smontavano le jurte due volte all''''anno, in autunno ed in primavera, attraversavano
l''''Amu Darja, il grande fiume per tornare nello stesso territorio lasciato sei mesi prima: in aprile il fiume era colmo d''''acqua e prometteva abbondanza nella riva nord, a fine ottobre si presentavano le tormente di vento e di neve più miti a sud.... ha un fratello gemello,
Ginchin, e la madre è morta in
seguito ad una complicanza del parto... dalle steppe dell''''Uzbekistan viene mandata in Germania nel dopoguerra e affidata dal padre all''''ufficiale tedesco Gunther Berger con cui ha combattuto insieme a molti altri nomadi convinti di avere uno stesso nemico, la Russia di Stalinin.. in seguito ad una promessa fatta da quest''''ultimo a cui è morta la figlia nata lo stesso giorno di Naja....Naja deve integrarsi in una nuova famiglia e in una nuova società
La madre adottiva,
Siglinde, non si occupa di lei, vive nel suo mondo ricamando e coltivando rose... si occupano di lei..le cameriere e il dottore
Wallatz, un insegnante.Naja scopre le lettere che il padre
adottivo scriveva alla moglie dal fronte e così rivive il dramma della guerra, della prigionia e della fuga dei suoi due padri. Naja frequenta la scuola e ha difficoltà ad integrarsi per il suo aspetto fisico e per le sue origini, tanto che durante una lezione non
riesce a raccontare le vicende del suo popolo.
Riesce a diplomarsi con buoni voti e trova lavoro come centralinista. Quando il padre adottivo muore, lei e la madre si trovano indebitate e devono licenziare il personale e vendere la casa.Andranno a vivere in un alloggio che Naja sente finalmente come casa sua, si rimbocca le maniche e impara a cucinare, rammendare e stirare
La vita di Naja trascorre serena finchè non conosce
Jorgio Lapatsonis, un ingegnere greco e decide di sposarlo, trasferendosi in Grecia dalla sua famiglia....a causa di particolari circostanze la porteranno a fuggire con la madre a Cipro..tornerà all''età di quarnt''anni nella sua steppa.