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L'ultimo giorno di un condannato

di: soleluna68    

Autore : Victor Hugo
Questo abstract è stato tradotto dal Le dernier jour d'un condamné
L’ultimo giorno di un condannato è un romanzo di Victor Hurgo scritto nel 1829, che costituisce una requisitoria politica per l’abolizione della pena di morte.
Il libro è il giornale di un condannato a morte, o meglio un monologo interiore, che si propone di scrivere ciò che prova nelle ultime settimane (a partire da un po’ prima della suo giudizio, cioè un po’ di più di sei settimane) prima della sua esecuzione. Il lettore non conosce né il nome di quest’uomo, né cosa ha fatto per essere condannato (esistono alcune vaghe indicazioni che lascerebbero credere che ha ucciso un uomo anche se simbolicamente si potrebbe credere che lui si è ucciso da solo in un suo crimine): l’opera si presenta come una testimonianza grezza, rivolta sull’angoscia del condannato a morte e i suoi ultimi pensieri, le sofferenze quotidiane morali e fisiche che subisce e sulle condizioni di vita dei prigionieri, per esempio la scena delle forche. Egli esprime i suoi sentimenti sulla vita interiore e i suoi stati d’animo…. Durante le sei settimane che passa in prigione, il condannato continua a sperare in un grazia che non otterrà mai. I suoi scritti sulla vita sono presentati al lettore: egli parla anche di sua figlia, Maria, che non l’ha riconosciuto il giorno che è andato a vederlo. Evoca anche molto vagamente sua moglie e sua madre ma senza dargli tanta importanza. Ricorda anche il suo primo incontro d’amore con Pepa, una ragazza della sua infanzia. Cessa di scrivere quando il momento è arrivato: “Quattro ore”.
Pubblicato il: luglio 02, 2007
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