A Los Angeles qualcuno si diverte ad uccidere poliziotti proprio sotto Natale.
Il Dipartimento sembra voler far passare sotto silenzio queste morti, intuendo che dietro possa esserci qualcosa di non pulito, ma Harry Bosch ha una coscienza a cui rispondere.
Le indagini lo porteranno nel mondo dei grandi trafficanti di droga, a cavallo del confine col Messico. Il ghiaccio nero del titolo è la nuova droga che sta per invadere gli States.
Ancora una volta l'eroe sporco di Connelly, già relegato ai confini della Polizia americana, viaggia contro il proprio Dipartimento, fuori da ogni regola, pur di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di un poliziotto. Bosch lavora per se stesso, non ha certezze, non ha sicurezze, vola dritto verso le soluzioni dei casi più complessi seguendo solo il suo istinto e rispondendo solo alla propria coscienza. Non ha amici, non ha una donna. O meglio, più ancora del James Bond di Flemming finisce per cambiare donna ad ogni avventura.
L'intreccio di Connelly è come sempre ben costruito e la lettura scorre limpida dall'inizio alla fine. Se si ha tempo a disposizione diventa davvero difficile decidere di chiudere i suoi libri.
Ancora una volta però l'autore decide per un ribaltamento finale veramente eccessivo che rischia di falsare l'intera vicenda. Non mi è ancora chiaro se Connelly si diverta a prendere in giro i suoi lettori inserendo finali così esagerati oppure non possa proprio farne a meno. Personalmente preferirei chiudere una ventina di pagine prima in maniera più credibile.
In ogni caso, il libro è leggero e appassionante, ottimo compagno di viaggio.